Posted on: 16 Maggio 2020 Posted by: gabriel1 Comments: 0
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Gioacchino Somma

NA013

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Un tempo futuro ma non troppo lontano. Un gruppo di persone che si ribella al dominio tecnologico e all’acquiescenza.

Una metropoli che non smentisce il proprio passato…

“L’area nord di Na013 è un luogo costruito appositamente per ospitare fabbriche, termovalorizzatori, e seppellire i rifiuti tossici provenienti da ogni parte della nazione.

In mezzo a tutto ciò vi sono piccoli agglomerati di abitazioni.

L’estetica delle costruzioni rimanda allo scopo per cui è destinata quella zona.

Il grigio del cemento piantato nel verde acido delle campagne.

L’odore acre delle ciminiere che s’innalzano nel cielo, il sole color ruggine che si riflette sugli scheletri delle strutture in acciaio.
I rumori incessanti delle fabbriche che musicano in sottofondo le intere giornate, le strade deserte e bambini che giocano in capannoni dismessi.

Non è un testo di Blixa Bargeld bensì la quotidianità di quell’area maledetta”.

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Nel libro troverete il cd con le musiche di accompagnamento immaginate dall’autore.
Se scaricate il file sottostante ascolterete un’introduzione sonora a NA013 .
Per curiosità, immaginare presentazioni nel Nuovo Mondo, ordinare copie del libro, non esitate a scrivere.
Il futuro non è più quello di una volta.
“Rispetto a tantissime città italiane Na013 è rimasta quasi intatta, misteriosamente inviolata dai bombardamenti della guerra. Quasi tutti i palazzi d’epoca del centro sono ancora in piedi e la metropoli è mutata solo perché nuovi quartieri sono sorti nelle zone dove prima c’erano quei pochi parchi o quella rara campagna. Tutta la metropoli è controllata in ogni strada da decine di telecamere e da presidi permanenti di Tarspoc. La popolazione, come tutte le altre del mondo, è assoggettata al consumismo e alla fede religiosa: vedere queste persone affollare i centri commerciali, le chiese o le sedi elettorali fa tornare in mente scene dei classici film horror sugli zombie degli anni ’70 e ’80 del 1900′.

Ma tra questi esseri umani c’è chi cerca di non morire attaccando le strutture di potere, usando ogni mezzo necessario per rendere pubbliche le nocività da questi prodotte…”.

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